Un teatro noioso dove spesso a divertirsi sono solo gli attori… parola di Paolo Villaggio
di Giuseppe Giorgio
“Io trovo il teatro molto noioso e spesso sono solo gli attori a divertirsi. Per quanto concerne il pubblico, lo stesso è composto solo di abbonati, prevalentemente di donne vedove che si sono liberate dei mariti anche grazie all’eccessiva alimentazione e che in sala dormono quasi tutto il tempo”.
Cosa ricorda dei suoi impegni in teatro e cosa vorrebbe interpretare in un prossimo futuro?
“In teatro ho subito di tutto, la noia soprattutto, ad esempio ho lavorato con Gassman ed ho fatto uno spettacolo ignobile con Dorelli ma ho anche, e questa è stata sicuramente la cosa migliore, interpretato il ruolo di Arpagone ne “L’Avaro” di Moliére diretto da Strehler. Per il futuro mi piacerebbe fare “Le allegri comari di Windsor” ed il “Re Lear” che era grosso ed imponente proprio come lo sono io adesso”.
Parlando del suo celebre Fantozzi, lo stesso, oggi, come sarebbe?
“Il Fantozzi di oggi non avrebbe più il basco ma il gel nei capelli. Non sarebbe più lo stesso perchè quando è nato esistevano ancora i valori. Nei suoi anni il povero personaggio che nonostante le avversità subite sembrava infrangibile, era felice del suo posto d’impiegato e della sua Bianchina. Oggi i modelli che dovrebbe seguire sarebbero quelli di Briatore e delle veline. Purtroppo la generazione attuale ha perso di vista la fiducia nei valori e quindi l’istinto della sopravvivenza. Un Fantozzi, oggi, cercherebbe di auto eliminarsi anche perché in Italia, si sta vivendo un momento calante davvero terribile”.
Perchè i giovani di oggi sembrano andare alle deriva?
“Vorrei avere diciotto oppure al massimo ventidue anni per capire anch’io cosa stanno vivendo. In molti cercano lo sballo e quindi la voglia di avere le idee poco chiare perché la realtà fa spavento”.
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