domenica 13 aprile 2008

MARINA CONFALONE E LA GIUSTIZIA DI CAPASCIACQUA

GIUSEPPE GIORGIO

NAPOLI - “Si tratta di uno spettacolo anomalo che non oserei definire commedia ma che, come confermato dal successo già riscosso nei due precedenti debutti, propone una comicità originale ed accattivante”.

Con queste parole Marina Confalone presenta “Capasciacqua” la piéce scritta a quattro mani con Luciano Saltarelli che, da domani sera al Teatro Acacia, la vedrà protagonista in veste di attrice di regista in compagnia di Pino Strabioli. “Si tratta di un lavoro dolce e sentimentale - continua la popolare artista - che pur essendo adatto a tutti, propone dei temi leggeri ma non troppo. Cardine del lavoro, il personaggio di Capasciacqua, sembra evocare il sogno di noi teatranti che vivono tempi duri e drammatici, totalmente privi di giustizia”.

Perché a proposito di teatro fa riferimento ad un termine così serio come la giustizia?

“Oggi, purtroppo, in teatro avvengono cose che esulano totalmente dalla meritocrazia. Occorrerebbe fare un poco di pulizia per impedire che si continui ad imporre certi autori ed attori anziché altri lasciando al pubblico ed alla sua competenza e sensibilità la possibilità di fare giustizia con scelte eque e non pilotate”.

Alla luce di queste sue affermazioni cosa ha da dire sull’attuale situazione teatrale a Napoli?

“ E’ una situazione e lo ripeto, che va totalmente ripulita. Vi sono in giro un’enorme quantità di bluff autoriali ed attoriali ed anche se qualcuno potrebbe dire che ci sono sempre stati, ad essi purtroppo, oggi, si sono aggiunte molte persone senza valore che anche in teatro tengono ben lontana la tanto decantata democrazia. Ritengo che la politica non possa continuare a favorire alcuni sfavorendo sistematicamente altri. Oggi ad esempio è impossibile sedersi dinanzi alla scrivania di un potente per proporre un progetto se non si è sostenuti a priori da qualcuno più potente ancora. E’disgustoso assistere al perpetuarsi di una situazione in cui a lavorare sono sempre e soltanto alcune predilette persone. Non c’è più libertà di pensiero e persino i lavori nuovi di sicuro valore, sono costretti a soccombere dinanzi a certe scelte orientate sempre verso la stessa ed antica direzione che in virtù di vecchi parametri predilige ostinatamente il classico all’innovativo”.

Tornando a Capasciacqua in scena al teatro Acacia fino a domenica 13 aprile, cosa si sente di aggiungere?

“Si tratta di un lavoro che viaggiando sul doppio binario della drammaticità e della comicità è capace di offrirmi un’infinità di soddisfazioni come quelle ottenute da un mito del teatro italiano chiamato Franca Valeri che si è complimentata per il testo e la messinscena e da un Ministro come D’Alema che ha ribadito il valore di uno spettacolo capace di andare al di là delle mode”.

Il connubio artistico con Saltarelli, l’altro autore del testo, si può considerare decisamente fortunato ma avete altri progetti insieme?

“Saltarelli è un autore che merita tanto e sul quale punto moltissimo. Con lui sta nascendo un altro progetto che prevede l’allestimento di un grande musical intitolato “Sam Capuozzo”. Si tratta di uno spettacolo musicale imperniato sulle vicende di una detective scombinata all’ennesima potenza impegnata a risolvere un delitto a Posillipo. Il finale sarà a sorpresa ma anche per questo lavoro, che dovrebbe vedere in scena quindici personaggi interpretati da dieci attori, le difficoltà, come dicevo prima, sono sempre le stesse. E’ una vera vergogna che fino ad oggi non abbiamo trovato qualcuno disposto a sostenere il progetto ed è una vergogna che non vi sia nessun tipo di apertura verso certe operazioni. Tuttavia, noi non ci arrendiamo e sono sicura che combattendo riusciremo anche stavolta a trovare la strada giusta”.

Nato nel segno di Peter Sellers, attore particolarmente amato dalla Confalone, attrice teatrale e cinematografica che in quanto a curriculum non ha certo bisogno di presentazioni, lo spettacolo che vede in scena un volto televisivo popolare come Pino Strabioli, del quale però non vanno certo dimenticate le prime esperienze teatrali con il regista Patrick Rossi Gastaldi, anche dinanzi alla platea da mille posti dell’Acacia, si annuncia interessante come al primo debutto “perché - proprio come afferma ancora la Confalone, augurandosi che il pubblico gradisca il lavoro - ogni debutto è sempre un’incognita”.

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